10 domande a Vittorio Rusconi

10 domande a Vittorio Rusconi

27 Settembre 2018 0 Di admin

Con questo articolo inizia una serie di interviste alle persone che vivono, con diversi ruoli, il G. S. Montanaso. Cogliendo l’occasione della splendida notizia dell’arrivo del suo secondo bimbo Matteo, il fortunato vincitore prescelto per fare da apripista è Vittorio Rusconi, direttore sportivo del settore giovanile.

Vittorio Rusconi

Vittorio Rusconi, direttore sportivo del settore giovanile, durante il torneo Fair Play 2018 vinto dai nostri Esordienti

1 Quando e come sei arrivato al G.S. Montanaso?

Sono arrivato cinque anni fa, una volta appese le scarpe al famoso chiodo, tramite “amici di campo” come Paolo Pedrazzini e Mauro Brindisi, con i quali avevo un ottimo rapporto da tanto tempo, che mi hanno chiesto un aiuto nella gestione del settore giovanile del GS.

2 Qual è il tuo ruolo all’interno del G.S. Montanaso? Prova a dirlo come se dovessi spiegarlo a un bambino di 10 anni

Bella domanda…

Sono un po’ come il direttore di un’orchestra, che ha il compito di far suonare la stessa melodia a più musicisti che suonano strumenti diversi; così io cerco di collaborare con tutti i protagonisti del settore giovanile (allenatori, responsabili, dirigenti, etc.) al fine di offrire una proposta completa a tutti i nostri atleti in funzione della loro età.

3 Qual è la cosa più bella del tuo lavoro?

I bambini! (risponde con un sorriso a 32 denti e gli occhi che gli si illuminano, NdR) Vedere l’entusiasmo e la passione che hanno i bambini mentre giocano a calcio. Mi diverte vederli quando si cimentano nei dribbling, nel palleggiare, le parate dei portieri, quando imitano i loro idoli nell’esultare per un goal, tutto sempre con molta gioia e divertimento. La sfida che viviamo ogni giorno sta nel proporre un’attività sportiva che sia uno strumento educativo e di crescita, non a caso lo slogan del nostro settore giovanile è “Prima di essere dei buoni calciatori è necessario essere dei buoni cittadini. Non bastano dei piedi buoni per giocare a calcio. È necessario anche imparare a pensare alle parole che si pronunciano e ai comportamenti che si mettono in atto, sia sul campo che fuori dal campo”.

Vogliamo dimostrare a quante più persone possibile che il calcio è uno strumento educativo molto importante e sfatare tutte le dicerie negative su questo bellissimo sport. Dietro allo sport ci sono tante cose, tanti sforzi e un grandissimo e continuo lavoro volto alla crescita dell’individuo, grazie anche a un rapporto con i compagni, con gli educatori e con le figure di riferimento.

4 E la cosa peggiore?

La cosa peggiore (e qui si rabbuia in volto, a contrastare il sorriso di prima, NdR) è che ogni tanto ci sia della malafede nei confronti della società, e soprattutto nei confronti delle persone che si impegnano, dimenticando che non è il nostro lavoro, ma la nostra passione; questa non vuole essere una giustificazione, ma semplicemente la constatazione che spesso si compiono errori in buona fede o che non dipendono direttamente da noi.

Il nostro obiettivo è quello di mettere in risalto l’immagine del GS Montansaso, mettendo i nostri atleti nelle migliori condizioni di fare sport, senza far vivere loro situazioni di disagio.

5 Quando eri piccolo, cosa volevi fare da grande? E ora, cosa vuoi fare da grande?

Il calciatore, ovviamente!

Ormai è un po’ tardi per cambiare… faccio l’insegnante di educazione motoria, e quello che sto facendo mi piace.

6 Qual è il tuo ricordo più bello legato al Montanaso?

Ce ne sono diversi… dovendo scegliere, direi la collaborazione con l’Associazione Italiana Calciatori. Queste iniziative ci hanno dato la possibilità di confrontarci e condividere idee con tanti personaggi dello sport, tra cui due campioni come Damiano Tommasi e Stefano Perrotta.

Sempre da questi incontri è nata una bellissima amicizia sportiva con un tecnico, che tuttora ci aiuta a crescere, l’amico Pasquale Casà.

7 Da che cosa si riconosce un buon calciatore?

Soprattutto dal suo comportamento nei momenti decisivi e importanti di una partita, quando la tensione è alta. Un buon calciatore deve riuscire a mantenere la calma ed essere di aiuto per i compagni, dentro e fuori dal campo.

La caratteristiche che mi piacciono più di tutte sono la fantasia e la personalità che un calciatore riesce a mettere nelle proprie “giocate”; queste due caratteristiche, a differenza delle abilità tecniche e motorie, non le puoi allenare e sono un segno di maturità.

8 Cosa ti rende fiero di far parte del G.S. Montanaso?

Sicuramente le persone che lo costituiscono e i legami che si sono formati, che vanno oltre l’attività sportiva. Mi hanno sicuramente arricchito e permesso di crescere da un punto di vista sportivo. Senza il loro aiuto non riuscirei a gestire tutto il settore giovanile.

9 Cosa significa per te essere “da G.S. Montanaso”?

Essere “da Montanaso” vuol dire essere un giocatore a 360°, che non viene valutato solo per le proprie capacità tecniche ma soprattutto per quelle umane. Insomma, vuol dire essere delle belle persone. In altri posti ci si basa solo sulle qualità calcistiche, noi valutiamo tutte le qualità della persona e cerchiamo di aiutare i nostri ragazzi a crescere sotto molti punti di vista; la tecnica è solo uno di questi aspetti, e non è detto che sia il più importante.

10 Di che cosa ha più bisogno il tuo club?

(A questo punto interviene Cinzia con una richiesta “boomerang”, cioè una richiesta personale travestita, pure piuttosto malamente, da richiesta per gli interessi della squadra. In questo momento non possiamo sbilanciarci oltre, ma continuate a seguirci, NdR)

Di un impianto logistico ancora più strutturato, che ci permetta di accogliere al meglio ancor più bambini. Tra poco inizieranno i campionati del Settore Giovanile Scolastico, quelli del settore agonistico sono già  iniziati: siamo presenti sui campi da calcio con 10 squadre, per un totale di quasi 140 giovani calciatori. È un punto su cui stiamo lavorando da diverso tempo e spero di poterlo portare a termine.

Questo inoltre ci consentirebbe, per esempio, di riuscire a portare a termine un’intervista senza essere interrotti ogni 30 secondi (giuriamo che lo ha detto veramente, NdR). 

Vittorio "Pinocchio" Rusconi

Vittorio mentre dice che vorrebbe portare a termine un’intervista in pace

11 Infine, la domanda bonus: chi vorresti che intervistassimo per le prossime puntate?

Una colonna portante del G.S. Montanaso: Gianfranco Massari, che è il fondatore della società.


E per questa volta è tutto, grazie a Vittorio e continuate a seguirci… e fateci sapere nei commenti chi volete che sia il prossimo!