10 domande a Gianfranco Massari

10 domande a Gianfranco Massari

25 Ottobre 2018 0 Di admin

Dopo la prima intervista a Vittorio Rusconi, ecco una nuova puntata per la nostra speciale serie di interviste alle persone che vivono, con diversi ruoli, il G. S. Montanaso. Oggi tocca a Gianfranco Massari, che secondo le dichiarazioni ufficiali è il tesoriere ma che in realtà si occupa anche di moltissime altre cose.

Paolo, Franco e Diego

Gianfranco Massari, al centro, scortato da due guardie del corpo d’eccezione: il DG Gianpaolo Pedrazzini e il mitico Diego Pazzi

1 Quando e come sei arrivato al G.S. Montanaso?

Sono arrivato nel 1988 seguendo mio figlio che giocava nelle giovanili del Montanaso e sono rimasto fino al 2003. Poi nel 2010 Fabio Stucchi è venuto a chiedermi una mano ma ho avuto qualche problema di cuore, quindi ho cominciato nel marzo 2011. In compenso quando ho cominciato dalla mano Fabio si è preso braccio, gambe e testa, poi la passione, la necessità e la scarsità di risorse disponibili hanno fatto il resto: in pratica sono un dipendente non stipendiato a tempo pieno del G.S Montanaso.

2 Qual è il tuo ruolo all’interno del G.S. Montanaso? Prova a dirlo come se dovessi spiegarlo a un bambino di 10 anni

In teoria dovrei avere il compito di revisore dei conti, che è quello che controlla che si segnino per bene tutti i soldi che entrano e che escono, ma di fatto per ragioni di necessità sono il riferimento per l’acquisto di tutto, dalla carta igienica alle reti; per i guasti, dalla mancanza di acqua alle caduta di energia elettrica, sono la persona con cui parlano le autorità comunali proprietarie del centro… e tutto il resto.

Faccio la parte diurna della segreteria, la parte notturna la demandiamo al segretario Mauro Rapelli che fa il turno di notte.

3 Qual è la cosa più bella del tuo lavoro?

La parte migliore è quando vado a casa, stanco ma soddisfatto. E mai tranquillo.

4 E la cosa peggiore?

Mi spiace che talvolta chi utilizza la struttura non sa riconoscere il sacrificio delle persone che ci sono qui per far sì che ragazzi riescano svolgere tranquillamente e tutelati un’attività sportiva. “Ma la società deve…” è la frase peggiore che sentiamo. Siamo sempre molto aperti ai suggerimenti e alle critiche costruttive, ma la critica cattiva fine a se stessa ci fa soffrire.

5 Quando eri piccolo, cosa volevi fare da grande? E ora, cosa vuoi fare da grande?

Se dovessi dire quello che volevo fare da grande starei qui fino a domani mattina. Volevo fare tante cose, in particolare mi sarebbe piaciuto fare il dirigente di un’industria e sono riuscito a farlo.

Non è stato facile, perché mi sono sorbito sei anni di lavoro durante il giorno e l’istituto superiore la sera, poi e tre anni di università che alla fine ho piantato perché non ce la facevo più. Ma ho raggiunto il mio obiettivo.

Ora da grande vorrei riuscire a trasmettere le mie esperienze sulla gestione operativa di una società di calcio a qualcuno che prenda il mio posto, in modo da avere più tempo per godermi un po’ la vita privata.

6 Qual è il tuo ricordo più bello legato al Montanaso?

La vittoria per due anni consecutivi della Coppa Disciplina da parte di due squadre della nostra società, oltre a tutte le vittorie e le promozioni ottenute in questi anni.

La cosa più bella però non è un ricordo ma una cosa che vivo quotidianamente, quando arrivo qui e vedo sui campi un nugolo di bambini che giocano allegramente insieme ai propri amici.

7 Da che cosa si riconosce un buon calciatore?

Ci sono due aspetti: quello tecnico è abbastanza scontato ed è anche facile vedere chi emerge, ma non basta. Ci vogliono anche la passione e l’impegno, altrimenti la tecnica è inutile.

8 Cosa ti rende fiero di far parte del G.S. Montanaso?

Non saprei cosa risponderti… (chiede aiuto a Mauro Repelli, ma i suggerimenti non valgono, NdR) Direi il fatto che la nostra società è riconosciuta come una realtà vera, viva, concreta e creativa.

Siamo cresciuti del 40-50% negli ultimi anni, inventandoci l’impossibile. Non tutte le società hanno tutte le categorie, noi ci siamo dati da fare e direi che abbiamo fatto un buon lavoro.

E poi naturalmente l’aver conosciuto Mauro (sempre Rapelli, NdR).

9 Cosa significa per te essere “da G.S. Montanaso”?

Essere “da G.S. Montanaso” vuol dire avere passione, rispettare la società, essere consapevoli di far parte di una realtà dedicata allo sport, soprattutto del settore giovanile. Vuol dire sperare che ci sia qualcuno dei tuoi che cresca e abbia successo anche nel mondo dello sport.

Questo ti dà il carburante per andare avanti.

10 Di che cosa ha più bisogno il tuo club?

Di volontari e di qualcuno che dia una mano, partendo dalle piccole cose, come ad esempio preparare i campi per i bambini. Purtroppo il volontariato è in fase di estinzione, soprattutto da parte dei giovani, ma il club ha bisogno di qualcuno che si appassioni e prenda il posto dei dinosauri come me, perché non vogliamo che quando decideremo di smettere (o quando saremo costretti a smettere) la società si trovi in difficoltà.

11 Infine, la domanda bonus: chi vorresti che intervistassimo per le prossime puntate?

Direi Cinzia: visto che c’è sempre durante le interviste degli altri sarebbe proprio il caso che stavolta toccasse a lei!


E per questa volta è tutto, un grazie a Franco al quale facciamo anche gli auguri di buon compleanno, o come dice lui di buon “non compleanno”, visto che in occasione della sua cinquantesima candelina (che nessuno ricorda più quando fosse) ha deciso di smettere di compiere gli anni.

Dino Franco

Una foto di Gianfranco Massari da giovane

Vuoi suggerire anche tu un protagonista per le prossime interviste? Scrivilo nei commenti.